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Filetto di maiale affumicato e asparagi del bosco, spring time!

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Asparagi del bosco, a Parigi “asperge du bois” (ovvio!), arrivano quando arriva la primavera.Per accompagnare un filetto di maiale, affumicato, ma solo nel senso che è stato condito con un sale affumicato (appunto), cotto quel poco che serve per cuocerlo, ma lasciandolo rosa, quindi morbido e tenero. Tiepido

Quindi non fatevi fuorviare dal titolo, la ricetta è urbana, cioè semplice, ma il risultato intrigante.

Una ricetta per raccontare la primavera.

Colori freschi, nuovi. Sapori leggeri.

Aggiungo che avrei voglia anche di rivoluzionare la casa, i colori della tavola… e non è detto che non lo faccia…mescolando il vecchio e il nuovo. Mi piacciono questi vassoietti in alluminio, abbinati alle stoffe da bistrot, mescolando le righe  con i tessuti di lino.  Mescolo le stoffe di grossisti a Montmartre, con gli acquisti fatti on line, su Dalani.it

Fiori!

Partiamo dagli asparagi: parigini, sostituiscono i nostri asparagi selvatici, somigliano a delle spighe verdi (qualcuno li trova anche da noi?), praticamente non si puliscono, ma bisogna eliminare quasi tutto il gambo, cuociono in un attimo non più di 5 minuti, in acqua salata e rimangono crocccanti.

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Sbrisolona, antistress

sbrisolona-3Sbrisolona, nome davvero molto “lumbard”, non occhieggia per nulla al grande pubblico nè ad un senso estetico urban-chic. Sbrisolona evoca qualcosa di piuttosto grossolano, informe, arcaico. Difatto un ammasso di briciole, goloso e tentatore. La sbrisolona si appoggia lì in mezzo al tavolo, un buon vinello “da dolce” e la chiacchiera da fine pasto. Quello che i miei amici spagnoli  detestano,  chiamandolo il “sobremesa”, inutile, perchè in sala si sta più comodi.  E invece spesso da me il sobremesa funziona e non riesco a schiodare gli amici dal tavolo. La sbrisolona non è il mio dolce da fine pasto ideale, perchè è fatto di carboidrati, perchè non è al cucchiaio, perchè… ma… invece come secondo dolce ci sta, proprio perchè è un diavolo tentatore.

Stacchi un pezzettino, chiacchieri, poi un altro pezzettino… e un altro ancora…

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Zuppa d’orzo engadinese, Allegra!

Zuppa-d'orzo2753Una zuppa d’orzo, di quelle buone quando fa freddo fuori. Engadinese.

Allegra!

è il saluto della valle.

Poi ci sono la carne secca, gli spatzli, i rosti, e i wienerli con la salsa di cipolle. Per dolce, scegliete la torta di noci, oppure uno strudel.

Poi godetevi una valle meravigliosa, larga, baciata dal sole, della neve, dei laghi. Se il 90% dei Parigini adora il proprio quartiere, lo stesso si può dire dei Milanesi e della loro montagna. Ci sono i Cortinesi d’adozione, quelli che “solo Curma” e infine chi mette piede in Engadina come fosse la depandence del Paradiso Terrestre. Dapprima tutti raggruppati a Celerina, adesso li potete ritrovare anche nel fondo valle, Zuoz inclusa.

I Milanesi sono la vera risorsa di questa valle, davanti all’andirivieni dei ricchi del momento: c’è stato il momento dei Russi, poi degli Americani. I cinesi per il momento latitano e quindi in tempi di crisi i simpatici engadinesi si accontentano di noi bauscia, che dobbiamo dire grazie a quel popolo di pirati e avventurieri che hanno scoperto per primi questo posto meraviglioso: i sudditi di Sua Maestà. Loro ricompaiono puntualmente a febbraio quando inizia la stagione del bob.

Cosa fare qui? tutto o niente. Mondanità o solitudine, siete liberi. Adoro questa possibilità di nascondermi, sfuggire al confronto di chi brucia lo stagionale, le piste e il presenzialismo.

Mi occulto.

Continuamente indecisa se amare questo posto quando è ricoperto di bianco e piuttosto preferirlo d’estate, quando a Milano si soffoca e qui si dorme sotto il piumino.

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Risotto alla zucca, secondo chicco cerea

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Ci sono degli ingredienti che cucinerei tutti i giorni, altri da cui rifuggo. La zucca è l’ingrediente del tutti i giorni. Il risotto una fissa. Mi ci sono dedicata per un po’…esagerata direte, ma ogni tanto mi prende la fissa della “ricetta perfetta”, che poi scopro che non esiste, che ognuno la fa a modo suo e che vale la pena di avere la mia. Questo risotto alla zucca è speciale. Qui in versione riadattata perchè a Parigi non ho trovato lo strachitunt (non si trovano nemmeno le puntarelle, le cime di rape….). E’ la ricetta di un “certo” Chicco Cerea che a Parigi ha tenuto una lezione meravigliosa. Cos’è per me una lezione meravigliosa? Quella dove ti spiegano non solo la ricetta, ma tutto quello che ci sta dietro, e che poi ti rende libera di rifarla, modificarla, perchè la capisci.

Se volete Chicco tiene delle lezioni anche a Milano, qui trovate il calendario

Avevo già pubblicato una ricetta di risotto alla zucca qui, buona per l’abbinamento zucca dolce+pecorino salato. Questa è altrettanto meravigliosa. Ho imparato:

1) la zucca tagliata a dadini cuoce in un cartoccio pieno di erbe e spezie per 30 minuti. Quindi se voglio profumare una zuppa, posso usare un cartoccio sigillato per cuocere in mezzo ai profumi l’ingrediente principale…

2) non avevo mai capito quanto sia buona la cannella con la zucca

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