By

Pane, burro e acciughe sott’olio fatte in casa

 

Acciughe-sott'olio

L’altro giorno ho dovuto scrivere una sintesi di me. Cosa ti piace? Solo ciò che è buono, autentico e bello…. Questo bocconcino è buono, autentico e bello. Sono le acciughe sott’olio che mi preparo, partendo dalle acciughe sotto sale che compro il giovedì da Mario, il mio pizzicagnolo del mercato di piazza San Marco. Da lui compro anche il baccalà  della ricetta con le puntarelle

Stanno in frigo per gli attacchi di fame della sera, per il mezzogiorno quando ho fretta.

Mario-pizzicagnolo-gruppo

Quindecima (arte) sì sono i pizzicagnoli, si legge tra le “rime antiche”, nel 1300 citati negli Statuti della Mercanzia.

Pizzicagnoli perchè vendono marcanzia che pizzica, stuzzica… Voi avete un Mario ?

 

banco-pizzicagnolo-doppia

 

E se scambiate quattro chiacchiere con Mario, lo capite subito che di arte si tratta. Prendiamo ad esempio le acciughe sotto sale. Mario le compra già nelle latte sotto sale, dopo la pesca di primavera, quando le acciughe sono più magre. Acciughe italiane e spagnole. Ma una volta messe sotto sale, hanno comunque bisogno di maturare, uniformamente. A temperatura tra i 18°e 20° Mario le cura, fino a quando la carne di tutte le acciughe è morbida e la lisca si stacca con facilità.

Se avete voglia di sentire i racconti della salatura con cadenze diverse andate sulla Banca della memoria  e ascoltate tutti i dettagli che fanno di un’acciuga un boccone da gaudenti.

C’è anche chi se le fa in casa, ma anche no, per me è troppo….

Appunti di cucina  Chiariamo subito alice e acciuga sono la stesso pesce, diverso dalla sardina (o sarda). Qualcuno sostiene che si nasce alice e si muore acciuga, partendo dallo stato di bianchetti, quando il “novellame” (bebè..) non raggiunge i 3 cm.

Se invece volete distinguere l’acciuga dalla sarda guardate la bocca: se va all’insù allora siete di fronte a una sarda, se è dritta invece vi siete imbattuti in un’acciuga…

Quando il vostro Mario vi consegna il vostro pacchettino, a questo punto non avete che comprare anche una cipolla rossa e mettervi all’opera.

acciughe-sotto-sale

Tempo necessario: 10 minuti. Promessa di piacere: garantita

Io metto i guanti, quelli usa e getta perchè altrimenti non ci si libera dall’odore sulle mani.Poi un’acciuga alla volta pulisco: sotto un filo di acqua corrente fredda apro a libro l’acciuga. Vuol dire far scorrere il pollice nella pancia in modo da aprire il pesce, poi si stacca la lisca e si sciacqua ancora. Man mano le appoggio su carta da cucina. Sbuccio una cipolla rossa e la affetto a rondelle. In un recipiente di vetro con coperchio verso dell’olio extravergine di oliva buono e alterno strati di acciughe con strati leggeri di cipolla.
La cipolla serve a stemperare il sapore deciso dell’acciuga, non abbiate paura, serve ad addolcire.

A questo punto serve solo pazienza, almeno 24 ore, per dare tempo a tutti i sapori di mescolarsi. Poi quando volete concedervi qualcosa di buono, autentico e bello, spalmate una fettina di pane con un velo di burro, appoggiate la vostra acciuga e godetevi quest boccone

Pane, burro e acciughe sott’olio fatte in casa
Ingredients
  • 20 acciughe sotto sale
  • 1 cipolla rossa
  • olio extravergine di oliva

Instructions
  1. aprire a libro le acciughe, sciacquandole sotto acqua corrente
  2. staccare la lisca e sciacquare ancora
  3. asciugare con carta da cucina
  4. pulire ed affettare la cipolla rossa a rondelle
  5. in un contenitore di vetro fare un fondo di cipolle
  6. alternare strati di acciughe a strati di cipolle
  7. coprire man mano con olio
  8. coprire e riporre in frigorifero per almeno 24 ore prima di assaggiare

 

By

Tagliatelle di Kamut e Grano Saraceno, broccoletti, cozze e pomodorini secchi…

taliatelle-fernandaIeri insalata, oggi tagliatelle. Da qualche mese ho un pensiero che mi ronza nella testa. Merito di un libro: Filippo Ongaro “Mangia che ti passa” e di una giornata al Barilla Forum. Non sono una “ista” accanita, intendo “salutista” …. “ambientalista”, ma certo qualche riflessione va fatta. Aumento della celiachia e in generale delle allergie alimentari, le risorse che utilizziamo per alimentarci, la scomparsa di alcuni alimenti tipici come perdita di ricchezza culturale di un territorio, ecco qualcuno degli argomenti sul piatto.

Kitchen in the city, vuol essere una cucina semplice e accessibile in termini di tempi e modi di stare in cucina, ma credo che questa filosofia non si scontri con l’attenzione agli ingredienti e al menù. Questa ricetta ne è un esempio.  Nella versione originale di Fernanda, senza pomodori secchi e con pesce spada. Ma qui in casa il pomodoro “deve” esserci…

tagliatelle-fernanda-stretta  ingredienti-Pasta-fernanda

Le tagliatelle di grano Kamut e grano saraceno, per l’apporto di fibre abbinate ai broccoletti,  insaporite dalle cozze e da pomodori secchi sott’olio.  Se non avete tempo non fate le tagliatelle e sostituitele con un qualunque formato lungo di pasta integrale. I pomodori secchi li trovate da un pizzicagnolo come si deve.

Altrimenti non vi resta che impastare … è anche molto rilassante … Le proporzioni sono 300g di farina di Kamut e 60g di farina di Grano Saraceno, 4 uova. Le due farine mescolate sulla spianatoia e nel centro le 4 uova. Ho iniziato a rompere le uova con la forchetta e poi si inizia a raccogliere farina. Quando la forchetta non basta, si passa a lavorare con le mani, i polsi, fino a quando l’impasto è liscio.  A forma di palla e avvolto di pellicola trasparente in modo che non asciughi  riposa 30 minuti in frigorifero.

Trascorso il riposo stendo la pasta con la mia macchinetta Imperia (le ho aggiunto anche il motorino… non costa molto) fino al penultimo spessore e poi ho tagliato in tagliatelle

Mentre la pasta riposa si puliscono le cozze.

cozze

Appunti di cucina: Le cozze al momento dell’acquisto devono essere chiuse, altrimenti vuol dire che sono morte e quindi pericolose. Se portate in tavola anche i gusci, vanno spazzolate molto bene, altrimenti basta tirare verso la punta della cozza quel filamento che spunta.

Le messe in una pentola con olio e aglio, ho chiuso con un coperchio e a fiamma alta ho aspettato che si aprissero.  Ho sgusciato e filtrato l’acqua sul fondo della pentola, servirà poi per saltare la pasta.

Ho lavato e tagliato in cimette piccole i broccoletti, poi li ho fatti bollire nella stessa pentola dove cuocerò le tagliatelle.  Quando sono cotti, li scolo con una schiumarola direttamente nella padella dove insaporirò la pasta e dove ho messo 4 cucchiai di olio e uno spicchio d’aglio a sfrigolare.

Si soffrigge e intanto si cuociono le tagliatelle. Poco 1 minuto e poi direttamente in padella aggiungendo qualche mestolo di acqua delle cozze (caldo, mi raccomando) e i pomodori secchi tagliati a fettine. I broccoletti devono disfarsi e il sughetto deve diventare cremoso, mentre le tagliatelle arrivano a cottura. Qualche attimo prima si aggiungono anche le cozze, e si regola di sale e pepe.

Tagliatelle di Kamut e Grano Saraceno, broccoletti, cozze e pomodorini secchi…
Ingredients
  • 300g farina kamut+60g farina di grano saraceno+4 uova
  • oppure 400g pasta integrale
  • 500g di cozze
  • 400g broccoletti
  • qualche pomodoro secco sott’olio
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe

Instructions
  1. mpastare le due farine e le uova, fino ad ottenere un impasto liscio
  2. Coprire con pellicola e far risposare in frigorifero 30 min.
  3. Stendere la pasta e formare le tagliatelle
  4. Spazzolare le cozze ed eliminare il filamentoFar aprire le cozze in una pentola con olio e aglio, coperte
  5. Sgusciare le cozze e filtrare la loro acqua
  6. Lavare, tagliare a cimette i broccoletti e farli bollire in acqua per 8 minuti
  7. Scolarli in una padella dove abbiamo riscaldato 4 cucchiai di olio e uno spicchio d’aglio
  8. Cuocere le tagliatelle nell’acqua dei broccoletti, scolarle al dente direttamente in padella
  9. Aggiungere qualche mestolo di acqua delle cozze e i pomodori tagliati a listerelle
  10. Portare a cottura le tagliatelle aggiungendo eventualmente altra acqua delle cozze.
  11. Aggiungere le cozze, regolare di sale e pepe

 

 

 

By

Salmone al cartoccio con finocchi, golosamente light

Questa è una ricetta secondo me da 10 e lode.  E’ buona -ovviamente- facile, non si sporca tutta la cucina, si può fare per 2 e per 50, è saporita ma leggera…. cosa posso volere di più? Non si deve nemmeno pulire il pesce…

Accendo il forno a 220°, poi parto dai tranci di salmone: con i polpastrelli li sfioro per sentire se ci sono delle spine e nel caso le tolgo con una pinzetta (sempre utile in cucina). Affetto un finocchio il più sottile possibile e lo condisco in una ciotolina con olio extravergine di oliva, sale e pepe creolo macinato al momento.

Appunti di cucina una cosa utile in cucina è l’affettatrice… basta un modello piccolo, purchè non  di plastica. Si fa ripagare velocemente, perchè ci sono alcune cose che rendono molto di più  se affettate così: i finocchi, ma anche l’ananas e le melanzane. Ovviamente tutti gli arrosti, e se avete qualche adolescente in casa, una coda di prosciutto in frigo è sempre utile per sfamarli. Se il budget lo consente scegliete un modello con affilatore incluso.

Poi preparo il mio cartoccio.  Con la carta d’alluminio, più facile da chiudere o con carta da forno, un po’ più elegantina, ma da chiudere con spago da cucina. Potete fare un cartoccio unico per tutti o i cartocci individuali, l’importante è che siano ben chiusi.

Su un foglio appoggio il salmone pelle in giù, condisco con un pizzico di sale, una macinata di pepe un cucchiaino di olio evo (extravergine di oliva) e uno di vino bianco; sopra uno strato abbondante di finocchi e qualche cimetta di aneto fresco. Chiudo il cartoccio e inforno per 15 minuti.

Appunti di cucina 2: la cottura al cartoccio è ideale per tutte quelle ricette in cui si desidero che il piatto finale non risulti  asciutto. E’ come imprigionare i condimenti e i sapori, il salmone cuoce all’interno di un micro forno quasi a vapore, non lascia sfuggire nulla.

Quando tolgo dal forno, lascio riposare 5 minuti prim di servire, soprattutto se ognuno dovrà aprire il proprio cartoccio.

Salmone al cartoccio con finocchi, golosamente light
 
Author: 
Recipe type: pesce

Ingredients
  • 4 tranci di salmone
  • 1 finocchio
  • aneto fresco
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe

Instructions
  1. Accendo il forno a 220°
  2. Controllo che non ci siano più spine nei tranci
  3. Affetto sottile il finocchio e lo condisco con sale, pepe, olio
  4. Appoggio su un pezzo di carta da forno/alluminio un trancio
  5. Insaporisco con sale, pepe macinato al momento, un filo d’olio e un cucchiaino di vino
  6. Appoggio uno strato di finocchi
  7. Chiudo il cartoccio
  8. Inforno per 15 minuti

 

 

 

By

Fregula sarda risottata con calamari e pomodorini

La fregula sarda è un ottimo ingrediente da tenersi in casa, perchè diventa un primo veloce, quasi piatto unico, ma alternativo alla pasta, soprattutto la domenica. Mi ricorda un po’ la Fideuà spagnola, che in pratica  è una paella di riso, ma anche il cous cous.  Sembra quasi che lungo le  coste del Mediterraneo le idee abbiano viaggiato molto, utilizzando quegli ingredienti comuni che il sole, il mare e i campi mettevano a disposizione: grano, pesce e verdure. Normalmente la si cucina con le arselle, ma a me erano avanzati dei calamari, un po’ di brodo di pesce e dei buoni pomodrini perini.

Appunti di cucina La fregula è un tipo di pasta che un tempo le donne preparavano mescolando semola, acqua e uovo; in un recipiente rotondo lavoravano con i polpastrelli l’impasto fino ad ottenere delle palline più o meno piccole

Ecco la ricetta. Mentre 1l di brodo di pesce riprendeva a bollire, ho scaldato in una casseruola dal fondo tondo 4 cucchiai di olio extravergine di oliva con 10 pomodorini lavati, asciugati e tagliati in quarti e con uno spicchio d’aglio in camicia e schiacciato. L’aglio non deve friggere, ma cedere sapore e soprattutto non bruciare perchè diventa amaro. Quindi ho lasciato scaldare per bene prima di aggiungere 250g di fregula sarda. L’ho tostata per renderla croccante come si fa con il riso, prima di inizare ad aggiungere qualche mestolo di brodo di pesce caldo. La fiamma deve essere piuttosto allegra. La fregula tende as assorbire velocemente il brodo perchè vuole “reidratarsi”, quindi bisogna stare lì, mescolare e versare brodo.  Dopo 5 minuti ho aggiunto anche 300g di calamari, affettati per il lungo + i ciuffetti. Più o meno ci vogliono 15  minuti. Quando è cotta, ma ancora al dente, ho spento, regolato di sale e pepe  e spremuto un limone.

Decidete voi se la volete più o meno brodosa, un risotto molto, molto all’onda o una zuppetta davvero golosa. Certo se avessi una fregula fatta a mano, sarei più contenta ma kitcheninthecity è cucina di città quindi vale quello che ho trovato al supermercato…

By

Baccalà, puntarelle e pomodorini. Per molti, ma non per tutti…

Doveva essere di venerdì, ma invece apre la settimana questa ricetta dai sapori forti. L’ho assaggiata in un delizioso ristorante di Lucca “Vineria i Santi” e ne sono rimasta colpita. Per gli ingredienti che mescola, tutti tipi di carattere e perchè è semplice. Eccoli qua.

Appunti di cucina: lui, il baccalà, è un ex merluzzo, messo sotto sale per arrivare fino a noi. Dove comprare il baccalà già dissalato?  Io lo trovo al mercato di san Marco, il mio pizzicagnolo preferito, lo vende pronto e di ottima qualità, bello alto (bancarella verso Via Montebello vicino al macellaio). Lei, romana per eccellenza, normalmente in insalata, cruda si accompagna a acciughe ed aglio. Si compra in cespi, si staccano le puntarelle e si tagliano per il lungo seguendone la forma; man mano che si preparano (ma anche dopo se avanzano) si mettono a bagno in acqua molto fredda, con ghiaccio è meglio, così si arricciano.

 

Ma torniamo alla ricetta. Servono un cespo di puntarelle, 2 tranci di baccalà dissalato, 10 pomodorini, una manciata di olive nere ed una di ceci lessati, uno spicchio d’aglio, olio extravergine di oliva, sale e pepe.

Ho messo in sottovuoto  il baccalà , ho riscaldato in una casseruola dell’acqua e non appena è arrivata a bollore, ho tolto dal fuoco e immerso i sacchetti. In questo modo il pesce rimane morbido e non diventa stoppa. Se non avete il sottovuoto è sufficiente un sacchetto per congelare ben chiuso con un nodo.

Ho pulito le puntarelle come ho detto sopra e le ho lasciate a bagno, ho tagliato in quarti i pomodorini ed eliminato tutti i semi all’interno, perchè altrimenti rilascerebbero troppa acqua. Ho riscaldato in una padella qualche cucchiaio di olio extravergine di oliva e quando era molto caldo ho aggiunto i pomodorini e dopo qualche istante le  puntarelle, scolate e i ceci. Pochi minuti mescolando a fuoco alto, appena spengo condisco con sale e pepe, aggiungo le olive taggiasche e metto sul piatto. Da ultimo il baccalà sfogliato e un giro di olio crudo.

Appunti di cucina per la cottura: tutto deve essere molto veloce, altrimenti i pomodorini mollano l’acqua, le puntarelle perdono colore. Gli ingredienti non devono cuocere, ma intiepidirsi, baccalà incluso. Fate attenzione al sale già presente nel baccalà, prima di aggiungerne…

Vineria i Santi: un locale delizioso, ottima cucina, schietta, locale ma molto curata. Ottima cantina, se fosse a Milano ci tornerei spesso.  Il ristoro che cerco quando non cucino io, dal proprietario a chi si occupava del nostro tavolo erano tutti competenti e cortesi. Per qualche informazione in più cliccate qui

 

 

By

Insalata di tonno alla catalana

Mi sento in colpa…due settimane senza pubblicare nulla…ma ero in giro a fare la home economist, prima in Ukraina e poi in Italia per Nutella.  A casa, nella mia cucina di città, sento di avere ancora bisogno di ricette quasi estive, fresche. Ieri al mercato ho comprato solo frutta tardiva, pesche e prugnette Regina Claudia. Un po’ di uva Pizzuttella.

Oggi un’insalata di tonno alla catalana.

Ieri sera avevo affettato due cipollotti rossi e li avevo messi a marinare in aceto di vino rosso, così perdono la nota acuta di cipolla. Oggi ho tagliato una fetta di tonno a strisce (di 2cm) e poi a quadrotti e li ho messi in una ciotolina, insaporiti con sale e pepe, un filo d’olio.

Nel frattempo ho lavato e asciugato 10 pomodori pachino, li ho tagliati a metà e svuotati dai semi. Ho preparato anche una gamba piccola di sedano a tocchetti. Non sono un amante del sedano ma qui sta devvero bene e se volete anche qualche oliva taggiasca non guasterebbe.

A questo punto potete utilizzare il tonno tal quale, crudo, oppure passarlo in padella antiaderente senza aggiunta di grassi (tanto avevo già messo l’olio prima) solo il tempo di far cuocere la superficie. Se invece non tollerate il pesce crudo, finitelo di cuocere.

Ho raccolto tonno, pomodori, sedano e le cipolle (scolate dall’aceto) in una ciotola con un filo d’olio, ho mescolato e fatto riposare 10 minuti.