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Risi e bisi, pensavo fosse solo una minestra…

Normalmente lunedì è giorno di “purificazione” dopo gli stravizi del fine settimana. Se vado di fretta minestra, ma se sono ispirata qualcosa di più. E siccome in questo periodo mi sono fissata con la spesa al mercato e gli ingredienti di stagione e la lotta al brodo di dado, l’ispirazione si è concretizzata in un sacchettino di piselli freschi che mi osservavano dal frigorifero.

Sono di stagione, quindi li trovate anche al supermercato. Piselli freschi, nel baccello…da sgranare. E la sgranatura è terapeutica, autoriflessiva e salutare.

Ma ti pareva che una ricetta fosse semplicemente tale? no! Gugolando (googleing…) qua e là, salta fuori il Doge e il menù per la festa di San Marco (25 aprile), salta fuori Cracco (lo so in questo periodo è una fissazione…) che parla di cremosità del brodo e saltano fuori tutte le versioni di una ricetta che alla base ha due ingredienti: riso e piselli (i bisi).

Immaginate Venezia, Annus domini 1500, navi che arrivano e offrono il meglio del lontano Oriente, broccati, colori e nuovi ingredienti tra cui il riso. E’il 25 aprile, giorno di San Marco e il Doge siede a tavola, nel menù “risi e bisi”, per tradizione.

Non è una minestra e non è un risotto,  brodosa ma non liquida, diciamo un risottino molto all’onda. I piselli sono di stagione, dolci, da contrastare con il salato del prosciutto (o guanciale e pancetta). Un brodo leggero, di verdure e di baccelli ben lavati.

Partiamo da un brodo leggero solo di verdure o con l’aggiunta di un pezzettino di pollo. Se conoscente la provenienza dei piselli potete aggiungere anche i baccelli ben lavati, altrimenti meglio lasciar perdere. Ho sgusciato 1kg di piselli e li ho sciacquati.
Ho tritato uno scalogno, l’ho soffritto in una casseruola con una noce di burro e 50g di pancetta sminuzzata sottile, ho aggiunto 300g di riso Vialone Nano e i piselli(non tutti una manciata l’ho messa nel brodo) e ho coperto con abbondante brodo, filtrato da un colino.

Appunti di cucina: se volete che i piselli rimangano di un bal colore verde brillante e non diventino giallognoli, meglio passarli per un attimo nel brodo bollente e poi con una schiumarola trasferirli in una ciotola con acqua fredda, prima di inizare la cottura…il solito trucco salva colore.

Nulla di più. Il riso deve nuotare nel brodo. Qualche minuto prima di arrivare a cottura ho frullato con il minipimer quei piselli che avevo messo nel brodo con un pochino di acqua, e ho aggiunto questa salsina liquida nella casseruola, così il sapore dolce dei piselli è ancora più intenso. Per tradizione si passavano al setaccio i baccelli, ma visto che  non sono sicura della provenienza, meglio di no…

Sale e pepe ovviamente, e un “niente” di Parmigiano grattugiato per dare cremosità

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Insalata di finocchi, carciofi e sedano su crema di riso dalla Cucina Italiana, marzo 2012


Di tutte le ricette del numero di marzo, ho provato questa insalata, ma ho messo a lievitare l’impasto per le focaccine di kamut della pagina di fianco, e vorrei fare la sella di coniglio stufata con le fave. E’ tutto verde, sarà la primavera.

Questa insalata è fresca. Rispetto all’originale non ho messo la panna, che ho sostituito con ricotta, e ho condito con una vinagrette la parte croccante fatta di finocchi, carciofi e sedano.

Ho messo a bollire in mezzo litro di acqua salata 170g di riso Originario, durante la cottura l’acqua verrà assorbita quasi totalmente. Nel frattempo, ho pulito e affettato 3 carciofi, mettendoli man mano in una ciotola con acqua e succo di limone per non farli annerire. Con l’affettatrice ho tagliato il finocchio molto sottile, ho lavato e tagliato anche il sedano dopo aver tolto i filamenti. A quel punto il riso era pronto, ho aggiunto 50g di ricotta vaccina (invece di 100ml di panna) e 150ml di latte, un pizzico di coriandolo, una punta di curry (nella ricetta non c’era…sono incorreggibile…), regolato sale e pepe e fatto cuocere altri 3 minuti. Poi ho tolto dal fuoco e fatto raffreddare. Visto che tendeva ad addensare e la ricetta lo permetteva ho aggiunto ancora qualche cucchiaio di latte, deve rimanere molto cremoso.
Ho riunito i carciofi, i finocchi e il sedano in una ciotola e ho condito con una vinagrette preparata con 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, 2 cucchiai di succo di limone, 1 cucchiaino di senape di Digione, sale e pepe. Sul fondo del bicchiere la crema di riso e sopra le verdure, qualche ciuffetto del verde del finocchio. Buona!

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Ossobuco in gremolata’s day

Mi era sfuggito il dettaglio! Oggi è la giornata modiale delle Cucine Italiane e l’ossobuco alla milanese in gremolata è il testimonial. Visto che siamo tutti in ritardo, lo pubblico oggi e lo cucinate domani. Classico e straclassico. Piatto unico in abbinata al risotto giallo.

Appunti di cucina storici: Nel 2007 il comune di Milano gli ha attribuito la Denominazione Comunale. Pellegrino Artusi parla della ricetta nel 1891, e nel soffritto mette oltre alla cipolla anche sedano e carota. E da lì si sono un po’ tutti sbizzarriti, fino ad includere la pancetta, l’aglio, il rosmarino e la salvia nella gremolata. Un’esagerazione, persino l’acciuga tritata…. Guardo “Cuochi si diventa”  di Allan Bay e mi rilasso, la mia ricetta è perfettamente storica.

Parlo di una fetta di carne intorno all’osso e dentro l’osso c’è il boccone più goloso: il midollo! Fetta che proviene da un taglio della zampa anteriore o di quella posteriore che si chiama geretto, più volgarmente “stinco”. Per chiarirmi le idee ho chiamato Sergio Motta (googolate il suo nome e scoprirete che star della macelleria è) : il posteriore è più tenero, l’anteriore è più gelatinoso e perciò “deve cuocere quell’attimo in più” mi dice. E mi spiega anche il perchè. I bovini a differenza dei cavalli non trottano, ma camminano usando soprattutto le zampe anteriori e trascinando quelle posteriori, che così rimangono più tenere..

Ecco gli ingredienti: 1 ossobuco di vitello a testa, 1 scalogno, 1/2 lattina di polpa di pomodoro o 2 pelati, 2 mestoli di brodo, 250ml di vino bianco, farina per impanare 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, 50g di burro, 1 limone, 20g di prezzemolo tritato, sale e pepe.

Ecco la ricetta di casa per parte della nonna materna, dolce nonna, che mi parlava in milanese.  Infarino per bene gli ossibuchi, sopra, sotto e tutt’intorno, così il sugo sarà cremoso di suo.

In una casseruola ( per casseruola guardate nel glossario) riscaldo a fiamma bassa l’olio extravergine di oliva e il burro, quando questo è sciolto aggiungo lo scalogno tritato fine e lascio appassire  qualche minuto prima di aggiungere la carne. Mantengo sempre la fiamma bassa per non far bruciare la cipolla mente gli ossibuchi iniziano a dorare.

Verso il vino bianco lungo i bordi, alzo la fiamma (a questo punto nulla può bruciare) e faccio evaporare l’alcool prima di unire la polpa di pomodoro e un mestolino di brodo.  Il pomodoro se volete non mettetelo, non è obbligatorio…ma è un peccato! Faccio riscaldare, poi abbasso il fuoco, un pizzico di sale per il momento, copro con un coperchio e me ne dimentico per un’ora e mezza. Ogni tanto giro la carne, se proprio passo di lì, ma è talmente immersa nel liquido che non è un passaggio indispensabile e poi se la carne è tenera meglio non toccarli troppo, perchè tendono a rompersi e poi si litiga a tavola su come è mio e cosa e tuo.

Spengo, e arriviamo alla gremolata: un trito di prezzemolo e buccia di limone (limone non trattato e solo la parte gialla della buccia, perchè il bianco è amaro) che è il vero tocco di questa ricetta. Merito soprattutto del limone, che sgrassa al palato la salsa degli ossibuchi quasi alleggerendola. Nella mia gremolata manca l’aglio, a voi scegliere se aggiungerlo tritato finissimo o schiacciato. Sale e pepe.  Avvio il risotto e intanto i sapori si amalgamano. Ma del risotto (giallo!) parlerò un altro giorno….

 

 

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Riso freddo verde con mozzarella e pomodoro

Luigi e Lulù sono tornati a casa e ieri sera avevo voglia di farmi raccontare un anno di scuola in Uk.  Dopo aver disfato un mare di valige,  guardato la finale di Wimbledon, mi sono messa in cucina e ho preparato la mia insalata di riso verde.

Bella, buona, facile. Fresca!

Ricetta con ingredienti un po’ ad occhio, mi sono anche dimenticata di misurarli…

Vediamo un po’. Per 6 persone ho fatto bollire in acqua salata 500g di riso Carnaroli fino a quando mi sembrava cotto ben al dente. L’ho scolato e raffreddato subito sotto acqua corrente fredda per bloccarne la cottura.

Mentre il riso cuoceva ho frullato 60g di basilico con 40g di prezzemolo, 150g di olio extravergine di oliva e il succo di mezzo limone. Si ottiene una salsina verde, che poi si insaporisce con sale e pepe a proprio gusto.

Ho condito il riso con la salsa verde, mescolando bene. A questo punto assaggiate ancora e aggiungete  sale, pepe o succo di limone a vostro gusto. Poi trasferite il riso in uno stampo a ciambella, schiacciando bene e mettete in frigo.

Con 600g di pomodorini dolci ( potete usare i pachino o i mini San Marzano), qualche spicchio d’aglio, del buon olio extravergine di oliva, qualche foglia di basilico ancora e ovviamente sale e pepe, ho preparato in una ciotola una insalata di pomodori.

Un quarto d’ora prima di andare in tavola ho tirato fuori dal frigo il riso e le mozzarelline in modo che perdessero freddo e guadagnassero sapore.

Ho sformato il riso e nel buco centrale ho sistemato l’insalata di pomodori ai quali ho unito le mozzarelle.

E poi hanno iniziato a raccontare….