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Zuppa di pasta e ceci al pomodoro, anche piccantina

Mi sono accorta che le ultime ricette erano soprattutto dolci, dolcetti e torte.  Niente psicanalisi, solo gola! Però non si vive di solo zucchero e così ho rubato dalla cucina la pasta e ceci per questa sera. Preparata ieri pomeriggio, tutti i sapori hanno avuto il tempo di mescolarsi, la pasta ha assorbito tutto il sugo rendendo il brodino della densità giusta come solo l’amido sa fare quando viene lasciato lavorare in tranquillità.

E poi mi è presa la mania del “cecio-in-ammollo”, pratica che consideravo troppo programmatica per i miei gusti e che infine tanto non lo è; il cecio è un ingrediente che definirei quasi anarchico, basta metterlo in compagnia dell’acqua e sa cosa deve fare: ritornare vivo.

Appunti di cucina: se la ricetta vi stuzzica, ma o non avete tempo o non avete voglia di far risuscitare il cecio, scegliete una lattina di ceci già pronti, di buona qualità… e non sarà certo la fine del mondo…

Ma torniamo alla ricetta, ingredienti per 4, mediamente affamati. La sera prima ho messo 400g di ceci secchi a bagno in una ciotola con abbondante acqua fredda.  Il giorno seguente ( cioè ieri, ma forse non interessa…) li ho cotti in pentola a pressione coperti da acqua nuova, insaporita con un pizzico di sale, per 40 minuti a partire dal fischio. Ho tolto dal fuoco e fatto uscire il vapore. In un’altra pentola ho riscaldato 5 cucchiai di olio extravergine di oliva con uno spicchio d’aglio pulito, una decina di pomodorini lavati, asciugati e tagliati a metà, un rametto di rosmarino e una punta di peperoncino piccante. Non appena i ceci erano pronti  li ho trasferiti nel soffrito con una schiumarola (l’acqua di cottura mi è servita dopo, per cui non buttatela!), ho tolto l’aglio e lasciato che si insaporissero per 5 minuti. Poi ho aggiunto a mestoli l’acqua di cottura dei ceci e ho portato a ebollizione, un colpo di minipimer di rettamente nella pentola per ridurre in purea 1/3 dei ceci ed era arrivato il momento dell’ultimo ingrediente: gli spaghetti spezzati con le mani, ho abbassato il fuoco e portato a cottura in 8 minuti. A questo punto si spegne tutto e si lascia che gli ingredienti lavorino da soli, per almeno un’ora,ma se è possibile per tutta la notte, perchè il giorno dopo l’alchimia del riposo la renderà ancora più buona…

Appunti di cucina 2: la pentola a pressione… mi riprometto di trattare a breve il tema “pentola a pressione”, ma devo dire che per i ceci è davvero un portento per due ottimi motivi. 1) abbrevia drammaticamente i tempi di cottura 2) i ceci rimangono perfettamente integri e non si disfano. Quindi se non l’avete calcolate il doppio del tempo di cottura…oppure i ceci già pronti.

Appunti di cucina 3: quando salare? Nelle zuppe soprattutto se c’è la pasta o ci sono dei legumi, io salo sempre prima di portare in tavola. Per il motivo che mentre la zuppa si addensa la sapidità può diventare da accettabile a esagerata e si sa…meglio aggiungere perchè in questo caso togliere è impossibile…

Appunti di cucina 4: l’acqua di ammollo dei ceci si butta quella di cottura no!

Prima di andare in tavola, un giro di olio crudo e una macinata di pepe.

 

 

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Zuppa tiepida di verza e cannellini.

 

Che differenza c’è tra una zuppa e una minestra? Istintivamente direi che nella minestra si può trovare oltre alle verdure, anche pasta o riso, mentre nella zuppa no.  Poi penso che la minestra è più un guazzabuglio di ingredienti, mentre nella zuppa c’è una primadonna (in questo caso la verza) in cui si “inzuppa” qualcun altro (i cannellini per intenderci), senza dimenticare il tocco di pane. Anzi  alla fine è proprio il pane, che un tempo serviva quasi da piatto a fare la differenza. E così si arriva alla densità: la minestra più brodosa, la zuppa più consistente, tanto da essere servita su un pezzo di pane…

Sono fuori stagione forse, ma le zuppe tiepide mi piacciono, con l’immancabile filo d’olio e macinata di pepe a tavola. Non è nemmeno la stagione migliore per la verza, visto che quelle buone devono prendere una gelata, ma pazienza.

Normalmente il lunedì è giorno di minestra in casa, per recuperare dai pasticci del fine settimana…

Ho tagliato una verza da 1kg in 4 e l’ho affettata a listerelle. In una pentola l’ho sbollentata per circa 8 minuti. Nel frattempo ho pulito 10 pomodorini datterini, tagliati a metà,eliminati i semi. Inuna casseruola ho riscaldato 6 cucchiai di olio extravergine di oliva con 2 spicchi d’aglio e una cipolla piccolina affettata. A fiamma dolce per 5 minuti, poi ho tolto l’aglio e aggiunto con un colino (non buttate via l’acqua di cottura della verza) la verza e i pomodorini. Dopo qualche minuto ho aggiunto 300g di fagioli cannellini interi (scolati dalla loro acqua) e 300g di cannellini frullati con un mestolo di acqua della verza.

Sale e pepe e qualche mestolo di acqua della verza. Ha cotto per un bel po’, quasi un’oretta, ma solo perchè a me piace bella “zupposa”, ma dopo 20 minuti avrei potuto toglierla dal fuoco.Versata nei piatti fondi sopra una fetta di pane cafone, preparato al corso di Adriano e Paoletta mercoledì. Un pizzico di peperoncino, l’olio a crudo e la macinata di pepe, giusto quando la zuppa arriva in tavola. Servita ieri sera, fotografata e mangiata anche oggi, è ancora più buona

 

 

Appunti dalla cucina: fagioli cannellini già lessati, perchè non li avevo trovati freschi e la sera prima non avevo messo a mollo quelli secchi. Ma non è la fine del mondo.

La verza sembra un portento della natura, anche antidepressiva. I romani la mangiavano cruda per reggere meglio l’acool.