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Gnocchi di patate, burro e salvia! Ricetta e…video, non avete più scuse.

Questa è una ricetta di casa, non solo perchè si tratta proprio della ricetta che faceva mia nonna, ma perchè era una di quelle ricette che si facevano quando si era di fretta. Di fretta? Sì! Quando il frigo è vuoto, le patate sono una grande risorsa: ho già messo la ricetta della Tortilla di patate alla Spagnola,  quella delle Patate al forno sul sale e poi si prossono fare questi gnocchi.

Molti mettono anche l’uovo, io uso solo farina, patate e un pizzico di sale. Le quantità degli ingredienti sono indicative, bisogna sentire sotto le mani la consistenza dell’impasto, non troppo molle, perchè si rompe durante la cottura, nè dei mettoncini duri.

Purtroppo non si possono fare con molto anticipo e se non avete l’abbattitore, non si possono nemmeno congelare.

Per essere più chiara, ho approfittato di Paolo Nobile e in una mattina grigia ci siamo regalati un video per raccontare tutti i gesti che accompagnano questa ricetta.
Oggi è venerdì, avete davanti tutto il fine settimana per provarla con calma.
Seguite il video, aggiungete solo un pizzico di sale all’impasto.

Appunti di cucina: i gnocchi di cucina si fanno con le patate vecchie, che arrivano più avanti. I fruttivendoli vi accontenteranno facilmente, mentre al supermercato dovrete cercare una patata farinosa.

Appunti di cucina 2: se poi avete tempo di fare cuocere le patate intere, nel forno, sopra uno strato di sale, saranno ancora più gustose

How to make Gnocchi from Paolo Nobile on Vimeo.

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Burro, dedicato alla Cucina Italiana , il risotto di Carlo Cracco e altre amenità!


Questo post è dedicato alla Cucina Italiana, la rivista. Senza temere di essere accusata di piaggeria, dichiaro subito che la compro tutti i mesi, da quando mi sono sposata nel 1991. In questi anni, molte cose sono cambiate tra le quali io, il mondo della cucina e forse anche la rivista. Ma i suoi cambiamenti sono meno impercettebili, come si richiede ad una regina, che non rincorre le mode.

Altre riviste sono arrivate, più di tendenza, accattivanti, ma la Cucina Italiana ha una redazione vera, con cucina. E questo fa la differenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi sono piaciuti gli speciali: burro e zafferano. Ma anche una ricetta fredda vegetariana, leggera, che trovate qui.

Partiamo dal burro. 12 burri aromatizzati interessanti, ai quali ne aggiungo 2 di base: il burro chiarificato e quello acido.

Essenziali dovremmo averli sempre in frigo.

Appunti di cucina, il burro chiarificato, passione anche di Allan Bay (guardate a pag 47 di “Cuochi si diventa 1″), è un burro al quale è stata tolta la caseina, il lattosio e l’acqua. Ricorda il ghee indiano, molto più sano del burro normale perchè regge temperature di cottura elevate, il famoso punto di fumo, e perchè assimilabile da chi è allergico a lattosio e caseina appunto.  Se volete approfondire leggete qui

Trattando di ricette urbane, posso garantire che il procedimento è semplice.

In una ciotola ho messo 500g di burro, ho traferito la ciotola in un bagnomaria sul fuoco e ho aspettato che si sciogliesse senza mai mescolare. Il burro non deve cuocere, nè bollire.  Dopo una mezz’oretta, vedrete che cambierà aspetto: in superficie una schiuma fine bianca, che ho eliminato con un cucchiaio, sul fondo la caseina, color nocciola e il burro sarà diventato più trasparente, come un olio.

L’ ho filtrato attraverso un colino foderato con un telo pulito, dopo qualche ora si è solidificato.

Appunti di cucina 2 il burro acido. E’ un burro mescolato con riduzione di vino bianco e scalogno usato per mantecare il risotto.

Perchè? E’ il succo della mia prima lezione con Carlo Cracco.

Gli ho detto che mi sentivo una “casalinga evoluta”, con una cucina primordiale e volevo evolvere. Siamo partiti dal risotto. La sua versione è simile a quella di Marchesi. Niente soffritto di burro e cipolla, solo riso, sale prima di sfumare e brodo leggero.

Il segreto è tutto nella mantecatura. E’ lì che ci giochiamo sapore e onda. E il burro acido serve per dare la nota acida che ci vuole, il resto è movimento di polso e tempo.

Ho messo 250ml di vino bianco  in un pentolino con 2 scalogni tritati e ho fatto ridurre della metà. Quando si è intiepidito l’ho aggiunto lentamente con 250g di burro a temperatura ambiente, lavorando con la frusta.
Questo burro sa di scalogno e ha l’acidità del vino senza alcool, quindi nel risotto di Cracco non si fa il soffritto di cipolla, ma si tosta direttamente il riso (nel burro chiarificato) e nella mantecatura usa il burro acido…

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Pesto di basilico, il buono delle ricette semplici.

Pesto di basilico, una ricetta davvero banale…mi son detta. Ma siccome vorrei che Kitcheninthecity fosse soprattutto utile, il pesto ci sta.  In realtà non tutti lo sanno fare, o non sanno quanto è facile farlo e finiscono con il comprare quello  già fatto. Non ho nulla in contrario ai prodotti industriali, quelli buoni intendo, ma trovo che ci vuole davvero poco per farlo  ed è proprio da queste semplici ricette che la cucina può diventare simpatica e l’autostima crescere.

Mentre frullavo ieri sera, due telefonate, due amiche e la ricetta del pesto. Sabrina l’ha fatto in tempo reale, Aly aspetta la ricetta sul blog.

Mi piace mettere a punto queste ricette semplici. Inizio curiosando sul web, tra i miei libri e poi faccio le prove cercando di capire il punto della ricetta che fa la differenza. Nel caso del pesto ho notato che raramente viene indicata la quantitò di basilico in grammi ma il numero di foglie. Grandi? Medie?

Appunti: nel caso del pesto  il punto cruciale  è non far scaldare il basilico mentre  lo si frulla, perchè allora il profumo è perso e la salsa  diventa amara e scura. Dò ovviamente per scontato  il minipimer al posto  del mortaio di marmo. Ma era proprio il pestare (…da cui il nome…) le foglie con un “pestello” di legno dentro al mortaio di marmo che garantiva il risultato in termini di colore e profumo. Allan Bay nel suo “Cuochi si diventa” suggerisce un ottimo trucco: mettere le lame del minipimer e il contenitore in freezer per 10 minuti. Faccio mio e vado oltre: nel contenitore metto l’olio e i pinoli.

Passiamo alle quantità: 30g di foglie di basilico (ligure), 15g di pinoli leggermente tostati in padella e raffreddati, 15g di pecorino e 15g di Parmigiano Reggiano grattugiati fini, 60g di olio extravergine di oliva, una punta d’aglio fresco, un pizzico di sale grosso

Pinoli tostati: tostare vuol dire passarli per qualche minuto in padella senza aggiunta di nient’altro; non devono  scurire,  ma solo lucidarsi un po’ e guadagnare in profumo. Quando non sono più caldi li aggiungo all’olio nel recipiente in freezer.

Passo le foglie di basilico (niente gambi please…) con una pezzuola umida,  non le lavo, poi asciugo con delicatezza. Il tempo di preparare il basilico, grattugiare i formaggi (fini mi raccomando perchè il frullatore deve occuparsi solo del basilico…) e posso togliere le lame del minipimer e il recipiente con olio e pinoli dal freezer; aggiungo tutti gli altri ingredienti e frullo. Non ci vuole neanche un minuto.

A questo punto assaggiate e decidete a voi come piace. Più aglio? Meno formaggio? Un cucchiaio in più di olio? Mia suocera aggiunge una punta di Philadelphia, rendendolo la salsa un pochino più acida. Provate e poi ditemi.

Si può congelare a lungo. Oppure si conserva per qualche giorno in frigorifero coperto da uno strato sottile di olio.

Appunti 2: Il pesto non deve mai cuocere.Si mette nel fondo della ciotola dove si condisce la pasta e va allungato con un po’ di acqua calda di cottura della pasta, quando già sta insaporendo la pasta.

Appunti 3: se siete fanatiche della tradizione, pelate e tagliate a tocchetti 2 patate grandi, pulite e tagliate a pezzettini due manciate di fagiolini. Si cuociono nella stessa acqua della pasta. Li aggiungo prima che l’acqua arrivi a bollore e li scolo insieme alla pasta.

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Chutney di pomodori gialli, marmellata di carote e zenzero, peperoni arrosto.

Mi sono fatta prendere la mano. Questo fatto del blog, e che tra poco vado in vacanza e lo abbandono, mi provoca sensi di colpa e oggi ho cercato di rimediare. Tre salse che userò per  accompagnare i formaggi (sono in montagna…), ma che vanno benissssimo anche per la carne alla griglia.

Parto dai peperoni arrosto. Accendo il forno: grill +ventilato, il mio Gaggenau si regola in questo caso a % e io metto al 70%; ovvero grill a media potenza. Lavo i peperoni, li asciugo e li appoggio su una griglia sopra una teglia, che proteggo con alluminio. Inforno e man mano che si bruciacchiano, li giro. Quando sono neri su tutti i lati li tolgo dal forno  e li impacchetto tutti insieme con carta d’allumio, poi con carta da giornale e aspetto che siano freddi.

In questo modo, ma non chiedetemi perchè… sarà più facile spelarli.  Li spelo, tolgo i semi, li taglio a striscioline e li metto in un recipiente: insaporisco con sale, aglio, delle foglie di basilico, copro con olio extravergine di oliva e succo di limone. Immagino che sia il momento di parlare di quantità… direi: per 3 peperoni, 1 spicchio d’aglio, 10 foglie di basilico, il succo di mezzo limone, sale, olio extravergine di oliva quanto basta per coprire.

Appunto sui peperoni: meglio quelli rossi e gialli, perchè sono più dolci. L’aggiunta di succo di limone viene dalla ricetta di zia Anna. I suoi pranzi a Castrovillari sono tra i più bei ricordi delle mie villeggiature estive in Calabria e l’aggiunta di limone era il suo segreto per rendere i peperoni più digeribili.

Passiamo alla marmellata di carote e zenzero, ricetta di Fernanda: in un pentolino metto 350g di carote grattugiate, 250g di acqua, 175g di zucchero e 30g di zenzero pelato e sminuzzato.

Porto a bollore, abbasso la fiamma e cuocio coperto per 30 minuti.

Prima di spegnere aggiungo il succo filtrato di un  lime. Io uso il Bimbi, quindi a fine cottura è già cremosa, se non avete il “magico” robot e se non vi piace sentire i pezzetini di carota, potete sempre usare il minipimer.

Chutney di pomodorini e sedano. In un pentolino ho messo: 700g di pomodorini lavati, asciugati e tagliati a metà, 1 cipolla bianca piccola a fettine, 30g di zenzero a pezzettini, 60g di aceto di mele, 50g di sedano a pezzetti e 175g di zucchero nero. Riscaldo e faccio addensare; cuocio fino a quando ha l’apparenza di un chutney, una specie di marmellata. Volevo che si riconoscessero i pomodorini, quindi ho girato poco e con delicatezza. Quando spengo aggiungo un pizzico di peperoncino in polvere e un cucchiaino da caffè di senape.

In un cucina oggi c’era un delizioso profumo di aceto di mele…

Appunto: Chutney è una parola prestata all’inglese dall’Indi e descrive un condimento  della cucina indiana, di accompagnamento a riso e carne. Non esiste “il chutney”, ma mille varianti: cotto o crudo, a pezzettini o cremoso, sapido, piccante  o agrodolce. Virtualmente ogni frutto o verdura può  trasformarsi in un chutney, ma tutte contengono spezie e una nota piccante.

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Easy maionese!


Stagione di vitello tonnato, quindi stagione di maionese… dai vale davvero la pena di farla in casa…

Appunti: la maionese  è un’emulsione tra l’uovo (sostanzialmente acqua) e olio, cioè una miscela di due liquidi non compatibili.

Quindi per renderli compatibili bisogna fare in modo che i due non si accorgano che si stanno mescolando….

Gli ingredienti: 1 uovo e 1 tuorlo, 250ml olio di semi, il succo filtrato di 1 limone, sale e pepe

Ecco come li frego: in un contenitore di plastica alto e stretto metto l’uovo, il tuorlo e un pizzico di sale.  Avvio il minipimer e lavoro le uova per un attimo, poi inizio a versare a filo moooolto lentamente l’olio. Facendo anche delle pause in modo che le uova non si accorgano di nulla… Non appena vedo che tutto fila liscio e tranquillo e si inizia a formare una cremina stile maionese, verso  a filo tutto l’olio. Il minipimer deve essere sempre in funzione.

A questo punto dovremmo averli fregati e nel contenitore ci dovrebbe essere una maionese bella soda. Ora non resta che aggiungere il succo di limone filtrato, sempre lentamente e con il minipimer in funzione.

Fatto?