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Puntarelle, salsa di acciughe e mozzarella di bufala

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Buone le puntarelle in insalata, con la salsa di acciughe e i bocconcini di mozzarella di bufala. Fino a qualche anno fa qui in Padania le puntarelle erano merce rara, ora si trovano nei mercati. Certo a Roma se andate per bancarelle le vedrete già pulite e tagliate, messe in acqua per arricciarsi.

Chiariamo: le puntarelle sono i germogli della cicoria, quella spigata,  detta anche catalogna.

 

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Più sono lunghe più sono buone, e si arricciano. A Roma si trovano quelle Imperiali, le migliori: lunghe e sottili Non ho mai capito se si mettessero in acqua per togliere un po’ del gusto amaro della catalogna o per farle arricciare.

L’arte di tagliare la puntarella l’ho imparata una mattina entrando al ristorante il Bolognese, a Roma vicino a piazza del popolo. Le stavano preparando per la giornata e mi sono resa conto che tagliarle sul tagliere come si affetta una zucchina era quanto di più sbagliato potessi fare.

Si possono mangiare anche cotte, provate la ricetta con baccalà, pomodorini e olive taggiasche  sono altrettanto buone.

Come si puliscono? Mi preparo una ciotola con acqua fredda e qualche cubetto di ghiaccio. poi inizio staccando le foglie lunghe esterne, per arrivare al cuore della cicoria. Separo tutte le puntarelle una dall’altra. Con un piccolo coltello  (lo spilucchino) taglio la puntarella a metà per il lungo: partendo dalla base verso la punta. Guardatela, sembra un po’ un sedano con le fibre affiancate, basta proseguire e tagliarla a lunghe strisce seguendone la forma. C’è anche chi le sbuccia, sempre dalla base, perchè più le strisce sono sottili, più si arricciano… Man mano le metto in acqua, non anneiscono, perdono l’amaro e… si arriciano.

Si possono fare il giorno prima, la mattina per la sera o un’ora prima di andare in tavola. Ma si devono arricciare…

Direi che è chiaro no? Una puntarella se non è riccia non è puntarella…

Nel frattempo preparo la salsina: un cespo grande come quello della foto, basta per 4 persone, bisogna andare ad occhio. Nel bicchiere del minipimer metto 8 acciughe sott’olio ma sgocciolate, tanto olio extravergine quanto basta per coprirle, una punta di spicchio d’aglio, un cucchiaino di aceto di vino bianco (facoltativo). Frullo, non in continuo, qualche colpetto. In realtà andrebbe usato il mortaio, ma visto che abbiamo ritmi urbani…

Al momento di andare in tavola, scolo le puntarelle, le asciugo e condisco. Solo a questo punto aggiungo il sale (se serve) e il pepe, perchè le acciughe danno sempre sapidità.

Un goccio d’olio sulle mozzarelline, sale e pepe.

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Seletti

Qui le ho sistemate nelle ciotoline Seletti “estetico quotidiano”.

Li ho già usati per regalare a Natale i “Frollini al cioccolato” e le “tortine alla Nutella

In questi giorni sono in offerta speciale (ma durerà solo pochi giorni )su www.dalani.it

 

Puntarelle, salsa di acciughe e mozzarella di bufala
Ingredients
  • 1 cespo di puntarelle grandi
  • 500g bocconcini di mozzarella di bufala
  • 8 acciughe sott’olio
  • 1 cucchiaio di aceto di vino bianco (facoltativo)
  • aglio
  • olio extravergine di oliva

Instructions
  1. Eliminare le foglie lunghe
  2. Preparare una ciotola con acqua fredda e ghiaccio
  3. Tagliare le puntarelle a strisce sottili e metterle nell’acqua
  4. Frullare le acciughe, l’olio, una punta d’aglio e l’aceto
  5. Scolare, asciugare le puntarelle
  6. Condire con la salsina e regolare di sale e pepe
  7. Condire la mozzarelline e portare in tavola

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Un’insalata per iniziare, con le mele, i rapanelli, Roquefort e una vinagrette alla senape.

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Ho ricevuto una cassetta di Mele Golden Val Venosta in regalo. Per me un tuffo nel passato, quando Luigi aveva 2 anni tutte le sere si addormentava rosicchiando una mela. Tutte le sere una mela Golden. Le cassette sul balcone. Lo sentivo sgranocchiare nel suo lettino. Un’abitudine che qualunque pediatra e dentista avrebbe disapprovato categoricamente, probabilmente a ragione, ma era coinciso con l’addio al ciuccio e francamente non ci sono state nè carie, nè traumi.

Un’abitudine che ha conservato a lungo …

Quella che mi è arrivata è davvero una cassetta speciale, tutte le mele hanno il bollino della Val Venosta, sono gialle, con le lentiggini e una guancia più rossa.

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Ma in un  lunedì come oggi, mi serviva una pausa pranzo leggera e saporita, dove la mela riempisse di gusto e di croccante. Sì quello stesso crocchiare che sentivo la sera di tanti anni fa.

Una base di misticanza, un po’ piccante, qualche spinacino selvatico, rucola. Le briciole di roquefort, i rapanelli affettati cottili (con l’affetta tartufi, che in tempi di crisi si presta anche a questo) e la mela tagliata a cubetti.

Appunti di cucina la mela una volta tagliata annerisce facilmente, il trucco è bagnarla con acqua e succo di limone

Appunti di cucina 2  per la vinagrette raccolgo tutti gli ingredienti in un barattolino, chiudo e conservo fino al momento di condire l’insalata. Basta solo agitare bene…

Il condimento: olio extravergine di oliva toscano, con aceto di mele, senape all’antica con i semi interi e mezzo limone, sale e pepe ovviamente.

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Siete incuriositi ? Volete addormentarvi anche voi rosicchiando una mela? Leggete qui

 

Un’insalata per iniziare, con le mele, i rapanelli, Roquefort e una vinagrette alla senape.
Ingredients
  • 100g insalata misticanza
  • 8 rapanelli
  • 200g Roquefort
  • 1 mela Golden Val Venosta
  • 3 cucchiai olio extravergine
  • 3 cucchiai aceto di mele
  • 1 cucchiaio di senape antica
  • 1 limone
  • sale e pepe

Instructions
  1. Lavare ed asciugare l’insalata
  2. Lavare i rapanelli e affettarli sottili
  3. Sbriciolare con un coltello appuntito il roquefort
  4. Lavare e tagliare a dadini la mela e bagnateli con il succo di ½ limone
  5. In un barattolino versare olio, aceto di mele, succo di mezzo limone, la senape, sale e pepe
  6. Riunire gli ingredienti dell’insalata, chiudere e agitare il barattolino per amalgamare gli ingredienti
  7. Condire solo prima di portare in tavola

 

 

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Prosciutto, melone e fichi….con un nuovo vestito!


Innanzitutto …chiedo scusa! Più di un mese di assenza, che nella mia idea di esserevi utile, si trasforma in una montagna di sensi di colpa per non aver aggiornato nulla da più di un mese. Ho qualche buona giustificazione.
La più vera, e anche la più dolorosa, è il dover far a meno, momentaneamente ne sono certa, di Andrea. Più di un webmaster, più di un supporto: nel mio piccolo, Andrea è il mio braccio destro. Ha creato con me questo blog, così come lo immaginavo, e poi anche il sito. Andrea questo post è tutto tuo!

E poi ci sono Luigi e Alessandra che hanno “animato” le vacanze, come solo i ragazzi sanno fare…

Per rientrare una idea settembrina, che approfitta degli ultimi meloni, dei fichi di stagione e di una ingiustificata mania tutta femminile di cambiare vestito alle ricette.
Lo vedete no? di una banalità imbarazzante, ma il prosciutto non è mai davvero bello e invece in questo caso lo trovo tremendamente “presentabile”. Se avete pazienza ne potete fare un vassoio intero e servire la salsina a parte. Certo in questo caso è fondamentale che tutti gli ingredienti siano al loro meglio! Ma è davvero buono, fresco e …. facile!

5.0 from 1 reviews

Prosciutto, melone e fichi….con un nuovo vestito!
Ingredients
  • 400g melone pulito
  • 12 fichi
  • 12 fette di prosciutto crudo
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 10 foglie di menta fresca + qualche foglia per decorare
  • 12 fili di erba cipollina
  • sale
  • pepe

Instructions
  1. Ho sbucciato i fichi
  2. Ho avvolto ogni fico con una fetta di prosciutto ripiegata a metà
  3. Ho scottato in acqua bollente per 1 minuto l’erba cipollina
  4. Ho fissato con l’erba cipollina il prosciutto chiudendo con un nodo
  5. In un recipiente stretto ho frullato il melone con l’olio evo, poi ho insaporito con sale, pepe e un pizzico di peperoncino
  6. Ho versato la crema di melone sul fondo del piatto e sopra ho appoggiato i fiori di fichi

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La panzanella di Nicola Santini. L’ora della merenda, solo cose buone e golose

Si lo so la panzanella non si mangia a merenda.  Ma volevo raccontare di un nuovo libro di ricette, di quelli dove non ci sono “turbanti” e “sautè”, ma cose buone e vere. Spiegate con semplicità, come si faceva un volta. Si chiama “L’ora della merenda”.

Ho conosciuto Nicola Santini alla Prova del Cuoco, e mi ha colpito il suo modo di fare gentile. Sorrido quando leggo i suoi commenti taglienti, perchè penso al suo sguardo buono. E non poteva essere diverso Tommaso, che con lui ha scritto le ricette.

Nicola sa che non amo le “celebrities” che passano dai profumi ai fornelli, e quando mi ha raccontato il suo libro,  voleva in tutti modi farmi capire che si trattava di raccontare i sapori  golosi  e veri delle ricette della sua famiglia o degli amici. Non mi ha tradito.

Tutto è raccontato con semplicità  e le ricette sono quelle che servono a circondarsi di sapori buoni. Niente chimica, tanta Toscana! Perchè “l’ora della merenda”? Perchè la merenda è in assoluto il momento più goloso.  Potete comprare il libro anche qui, prendetelo non vi pentirete.

In questi giorni c’è anche la novità della “I don’t need a birking bag”,  la borsa che Nicola ha creato e i cui proventi andranno per il fondo terremotati di Emilia e Abbruzzo. Per comprarla andate qui

 

Ma torniamo alla sua Panzanella. Un piatto che non può non piacere, facile da preparare. A Milano mi è difficile trovare il pane toscano, ma non rinuncio per questo…

Nella sua ricetta ci sono anche le uova, che per i puristi non ci vanno, ma come dicevo… questa è la ricetta della mamma, e la mamma ha sempre ragione! Ecco la ricetta:

Panzanella ? L’ora della merenda, solo cose buone e golose
Ingredients
  • 800g di pane toscano raffermo
  • 1 cipolla rossa toscana
  • 4 uova
  • 2 grossi pomodori da insalata
  • 1 mazzo di basilico
  • 2dl olio extravergine toscano
  • 1dl aceto di vino rosso
  • sale e pepe

Instructions
  1. Ho sbriciolato il pane in una ciotola e l’ho bagnato con acqua fredda
  2. Ho fatto bollire le uova con il guscio, per 10 minuti dal bollore
  3. Ho lavato e tagliato i pomodori a dadini, la cipolla a fettine e sminuzzato il basilico con le mani
  4. In una ciotola ho mescolato il pane strizzato, i pomodori, la cipolla affettata, le uova sode tagliate in quarti, il basilico
  5. Ho condito con l’aceto, l’olio, sale e pepe

 

 

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Fresella urbana, con pomodori, olive taggiasche e olio al timo e basilico

Ecco il mio ideale di cucina urbana: fresella+ pomodorini, olive taggiasche e olio profumato al timo e basilico.

Non è nemmeno una ricetta, è un puro esercizio di fantasia. Grano e pomodoro sono l’essenza delle cucine che si affacciano sul Mediterraneo: panzanella, pappa al pomodoro, cous-cous, Gazpacho, pan con tomate…sono i due ingredienti che mi porterei sull’isola deserta.

Mi sono sempre chiesta come sarebbe sopravvissuto mio marito se fosse vissuto prima del 1492, quando il pomodoro da questa parte del mondo non esisteva. Niente spaghettino al pomodoro, niente pizza. All’epoca deve essere stato come passare  dal televisore in bianco e nero a quello a colori. Lo capisce bene questo concetto la classe anni 60′ come me, che andavo a vedere il programma “Scacciapensieri” sulla tv svizzera dalla mia amica “ricca” del piano di sopra. L’allunaggio del ’69 me l’ero guardato in bianco e nero tutto quanto!

ma torniamo alle freselle…Appunti di cucina: la fresella non è altro che un pane a ciambella di grano duro tagliato a metà e rimesso in forno a biscottare. Dura e ruvida, meno grassa del pane fresco, va fatta rinvenire con acqua prima di essere condita a piacere.  Una volta ammorbidita si può sbriciolare (se non avete il pane toscano a tiro) e usare per la panzanella.

Ma ecco la ricetta: ho messo a bagno per 5 minuti in una ciotola con acqua fredda le freselle, circa una a testa, dipende dalla fame.

Nel frattempo ho tagliato a dadini dei pomodori ( circa 400g) costoluti, dalla buccia bella croccante e li ho conditi con un cipollotto affettato, delle olive taggiasche, sale, pepe e 4 cucchiai di olio extravergine di oliva del quale avevo frullato 5 foglie di basilico e qualche rametto di timo.

E’ importante scegliere dei pomodori sodi e non troppo acquosi e se preparate il condimento con un po’ di anticipo è ancora meglio, perchè i sapori si fondono e i profumi crescono. Ma se non avete tempo….non importa!!!! perchè una delle regole della mia cucina urbana è non rinunciare a tutta la ricetta se manca solo un elemento (in questo caso il tempo).

Mettete il condimento sulla fresella, ancora una spolverata di pepe, qualche fogliolina di basilico e di timo. 15 minuti totali per un piatto semplice e goloso.

Ovviamente le varianti sono infinite: la fresella è un’eccellente base neutra…

 

 

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Insalata di finocchi, carciofi e sedano su crema di riso dalla Cucina Italiana, marzo 2012


Di tutte le ricette del numero di marzo, ho provato questa insalata, ma ho messo a lievitare l’impasto per le focaccine di kamut della pagina di fianco, e vorrei fare la sella di coniglio stufata con le fave. E’ tutto verde, sarà la primavera.

Questa insalata è fresca. Rispetto all’originale non ho messo la panna, che ho sostituito con ricotta, e ho condito con una vinagrette la parte croccante fatta di finocchi, carciofi e sedano.

Ho messo a bollire in mezzo litro di acqua salata 170g di riso Originario, durante la cottura l’acqua verrà assorbita quasi totalmente. Nel frattempo, ho pulito e affettato 3 carciofi, mettendoli man mano in una ciotola con acqua e succo di limone per non farli annerire. Con l’affettatrice ho tagliato il finocchio molto sottile, ho lavato e tagliato anche il sedano dopo aver tolto i filamenti. A quel punto il riso era pronto, ho aggiunto 50g di ricotta vaccina (invece di 100ml di panna) e 150ml di latte, un pizzico di coriandolo, una punta di curry (nella ricetta non c’era…sono incorreggibile…), regolato sale e pepe e fatto cuocere altri 3 minuti. Poi ho tolto dal fuoco e fatto raffreddare. Visto che tendeva ad addensare e la ricetta lo permetteva ho aggiunto ancora qualche cucchiaio di latte, deve rimanere molto cremoso.
Ho riunito i carciofi, i finocchi e il sedano in una ciotola e ho condito con una vinagrette preparata con 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, 2 cucchiai di succo di limone, 1 cucchiaino di senape di Digione, sale e pepe. Sul fondo del bicchiere la crema di riso e sopra le verdure, qualche ciuffetto del verde del finocchio. Buona!