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Pollo arrosto, croccante fuori, morbido dentro.!

pollo arrosto con patate

Perchè fare il pollo arrosto in casa, se è così comodo comprarlo già fatto? oltretutto il pollo arrosto delle rosticcerie è davvero insuperabile: croccante fuori, ma dentro? Spesso è asciutto, se non altro per il tempo che passa da quando è cotto a quando lo addentiamo. Si asciuga e perde succosità. Quindi … il pollo arrosto lo faccio in casa!
Avevo in testa il sapore di un polletto che mangiamo d’estate alla capanna Varush in val Trunchun (parco nazionale svizzero, passeggiata comoda comoda che inizia da Zuoz), il polletto in questione girava sotto le costine di maiale che gocciolavano succhi saporiti. Prima riflessione: la pelle per diventare croccante deve essere ingrassata a dovere e insaporita con sale e spezie. Ma come arrivare alla morbidezza sotto la pelle? La morbidezza dipende dalla umidità che la carne riesce a trattenere, acqua tra le fibre. Cosa mi sono inventata? Un massaggio al polletto con burro, sale, pepe e paprika dolce. Il burro non evapora, non scivola come l’olio. Sale e pepe anche nella pancia del polleto. La paprika dà un sapore inconfondibile e non brucia

 

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Ecco qua… Ci sono poi due spicchi di limone nella pancia del nostro amico, sgrassano il sapore finale, alleggeriscono il gusto. Questo il polletto post massaggio.

E per la morbidezza? Per quello un pezzetto di alluminio che copre il petto e chiude la cavità dietro. Una specie di maschera protettiva, da indossare per quasi tutta la cottura. Solo nell’ultimo quarto d’ora è permesso rimuoverla, per permettere alla pelle di diventare croccante!

pollo-arrosto-con-alluminio

 

E le patate? Pelate, tagliate a pezzi e cotte per 10 minuti in acqua bollente, arrivano nella teglia del pollo, un tuffo nel sugo che il pollo rilascia.Tempo di cottura totale, 50 minuti a 220°, ultimi 5 con aggiunta del grill!
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Questo è il risultato.

 

 

 

 

 

Pollo arrosto, croccante fuori, morbido dentro. Con patate ovviamente!
Ingredients
  • 1 pollo
  • ½ limone
  • burro
  • sale e pepe
  • 6 patate medie

Instructions
  1. Accendo il forno a 220°
  2. Con dei fiocchetti di burro, sale e pepe massaggio il pollo
  3. Aggiungo una spolverata di paprika dolce
  4. Insaporisco l’interno del pollo con sale, pepe, un fiocchetto di burro due quarti di limone
  5. Copro il petto del pollo fino alla cavità con alluminio
  6. Fodero una teglia con carta da forno appoggio il pollo e cuocio per 40 minuti
  7. Elimino l’alluminio e cuocio amcora per 10 minuti
  8. Accendo il grill e termino con 5 minuti

 

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Pollo croccante marinato allo yogurt!

Perchè marinare il pollo con lo yogurt? Perchè ammorbidisce, insaporisce e idrata. E poi nel forno lo protegge ancora  e così rimane tenero e saporito, con la crosticina fuori croccante.

La marinatura serve proprio a dare il tocco personale: un elemento acido a scelta tra aceto, limone, vino, birra, yogurt, si unisce agli aromi delle spezie e all’olio per dare gusto e ammorbidire la fibra.  La sera prima o la mattina, in una ciotola si immerge  il pollo a pezzi nello yogurt, si copre con pellicola e si fa riposare in frigorifero.

In giro troverete molte versioni più speziate di questa ( tracce di India), io mi sono limitata a insaporire lo yogurt con qualche goccia di limone, sale, pepe misto (creolo, quello con le bacche di tutti i colori), mentre ho colorato di paprika dolce la panatura.

Non si frigge nulla, ma si usa il forno ventilato per cuocere, poi il grill per dare croccantezza.

Ma torniamo alla ricetta: in una ciotola ho versato un barattolo da 500g di yogurt bianco, ho condito con mezzo limone spremuto, sale e una macinata di pepe fresco.

Avevo comprato il pollo a pezzi, ho lavato e asciugato con carta da cucina, poi ho immerso i pezzi nel ciotola. Tutti ben coperti, avvolti da questa morbida crema.

Ho coperto con pellicola trasparente e messo in frigorifero tutta la notte e il giorno dopo. In realtà bastano 10 ore, ma così è più comodo.

Il giorno dopo ho acceso il forno a 180° e  su carta di alluminio ho mescolato il pangrattato con paprika dolce, non solo la colora, ma insaporisce la panatura. Se vi piace  potete aggiungere anche curry in polvere…

Ho scolato i pezzi dalla marinata, non completamente, perchè uno strato di yogurt sotto la panatura serve a non seccare. E ho impanato. Uno strato spesso, mi raccomando!

Sulla teglia ho steso della carta dal forno, ho appoggiato i vari pezzi, insaporito con altro sale e del pepe, un filo d’olio e ho infornato. 30 minuti, poi qualche minuto sotto il grill per colorare.

Appunti di cucina: se invece dei pezzi di busto di pollo, usate petto di pollo tagliato a dadi e seguite lo stesso procedimento, si ottengolo dei chicken nuggets deliziosi!

Pollo marinato allo yogurt!
 
Author: 
Recipe type: meat

Ingredients
  • 1 busto di pollo a pezzi
  • 500g di yogurt bianco
  • ½ limone
  • pangrattato
  • paprika dolce in polvere
  • sale
  • pepe creolo in grani
  • olio extravergine di oliva

Instructions
  1. Lavate e asciugate con carta da cucina i pezzi di pollo
  2. In una ciotola versate lo yogurt e insaporite con il succo di ½ limone, sale e pepe
  3. Immergete i pezzi di pollo nella marinata
  4. Coprite con pellicola trasparente e fate riposare per almeno 8/10 ore
  5. Accendete il forno a 180° ventilato
  6. Coprite una teglia con carta da forno
  7. Su carta d’alluminio mettete il pangrattato e insaporite con paprika
  8. Scolate (ma non troppo) i pezzi di pollo e impanateli
  9. Appoggiate i pezzi di pollo impanati sulla teglia, insaporite con un filo d’olio, sale
  10. Infornate per almeno 30 minuti

 

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Cosa c’è nel tuo frigo? Una birra e …

Mi hanno chiesto “Cosa c’è nel tuo frigo? Ci mandi una foto? Ci regali una ricetta con la birra?”

Se vi incuriosisce sapere qualcosa in più del frigo degli altri leggete qui e anche su Facebook.

E nel mio? Un po’ osè curiosare  nel mio piccolo regno…anche perchè è lunedì più tardi farò la spesa… Raramente la frutta è così solitaria!

meglio fotografare arrosti che frigo… ma questa foto forse mi rappresenta più di molte ricette. Ansia da carestia, da non poter decidere all’ultimo cosa cucinare. Se potessi ci terrei un supermercato. Non mancano mai tante uova, della panna per il gelato, i formaggi già grattugiati, verdura e la carne buona che conservo sotto vuoto.

E una birrettina? C’è. Quando la giornata è stata faticosa e Emanuele (il Capitano) ritarda a cena, se decido di coccolarmi con un aperitivo, beh…la birrettina ci sta. Anche mentro cucino, o vago sul web al mio computer. Ma deve rimanere un piacere. Quando mi è capitato di condividerla con mio figlio, è stato il segnale, era grande. Ma il fatto che si chiacchierasse mentre la si sorseggiava è stata una grande soddisfazione.
Ai miei figli piccolini era vietato aprire il frigo e servirsi da soli, non per cattiveria, ma perchè ho sempre davanti a me l’immagine americana dove i pasti non esistono e ognuno si serve al bisogno. Ci avrei pensato io a cancellare la fame, come atto d’amore.

E la ricettina ? Semplice “arrosto alla birra”. semplice, freddo o caldo…

Arrosto alla birra…cosa c’è nel tuo frigo?
Prep time: 
Cook time: 
Total time: 

Ingredients
  • 600g arrosto di vitello
  • 1 cipolla
  • 600ml birra bionda
  • 30g burro
  • 30g olio extravergine di oliva
  • 100ml vino bianco
  • sale e pepe

Instructions
  1. Ho pulito e tritato una cipolla, mentre in pentola si scioglieva il burro con l’olio extravergine
  2. Ho aggiunto la cipolla e l’arrosto e ho fatto rosolare bene su tutti i lati
  3. Non appena l’arrosto era ben colorito ho sfumato con il vino bianco e fatto evaporare l’alcool.
  4. Ho fatto cuocere per 40 minuti coperto a fiamma bassa, poi ho versato la birra e completato la cottura in 30 minuti.
  5. Ho tolto la carne e ho fatto restringere il sugo, una spruzzata di Gin, una regolata di sale e pepe e si porta in tavola

 

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Pollo brasato ai carciofi, in questo caso le cosce!


Ricettina veloce per stasera, prima che finisca la stagione dei carciofi…
Io l’ho preparato con solo le cosce ma nulla vieta di utilizzare un pollo intero a pezzi. Tempo totale 30-40 minuti, ma il risultato è da leccarsi le dita.

Appunti di cucina: La tecnica è quella del pollo brasato. Ovvero si rosolano per bene i vari pezzi di pollo infarinati in olio e burro, quando si è formata una bella crosticina, si versa mezzo bicchiere di vino bianco buono, si copre e si fa brasare per 40 minuti.

Ho messo in una casseruola a fiamma bassa, 30g di burro e 2 cucchiai di olio extravergine da cucina, con una cipolla bianca ben affettata. Mentre la cipolla faceva il suo dovere e diventava trasparente senza bruciare, ho eliminato le eventuali piumette rimaste sulla pelle del pollo, poi ho lavato le cosce  (per 4 uso 8 cosce) e le ho asciugate con carta da cucina. Un passaggio veloce per infarinare e poi ho aggiunto le cosce in casseruola.

Devono dorarsi bene bene prima di aggiungere un bicchiere di vino bianco. Ho coperto con un coperchio  e mi sono dedicata ai carciofi.

Carciofi che hanno il brutto vizio di diventare neri, di sporcare le mani…insomma bisogna usare il limone e mi metto anche un paio di guanti usa e getta.  Prima di inizare a pulirli mi preparo una bella ciotola con acqua fredda e il succo di 1 limone, più il limone spremuto. Si taglia il gambo, si tolgono i primi giri di foglie del carciofo poi lo si taglia a metà, si elimina con la punta del coltello la barba interna, lo si taglia per il lungo in 3 parti e le si buttano subito nell’acqua e limone.  Per questa ricetta ho usato 4 carciofi.

In un padella ho riscaldato 2 cucchiai di olio con un gambo di prezzemolo, ho alzato la fiamma e ho aggiunto i carciofi. Vanno salati subito, così rimangono chiari. E dopo qualche minuto ho sfumato con un pochino di vino bianco. Un mestolino di acqua calda, ho coperto e portato a cottura in 10 minuti.

Devono rimanere croccanti. Poi si uniscono  al pollo e soolo a questo punto si fanno tutte le correzioni di sale, pepe, del prezzemolo tritato se vi piace.

Li abbiamo mangiati con riso pilaf, il sughetto era davvero buono…

Riassumendo …per avere i carciofi chiari:

  • mentre si puliscono vanno messi in acqua acidulata (cioè acqu+succo di limone)
  • appena arrivano in padella vanno salati
  • quando sono rosolati, si schiariscono ancora con il vino bianco

 

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Mini “costolette” di pollo una tira l’altra

Ecco qua una ricettina dedicata a chi ha pazienza…

Chi conosce la mini cotolettine del Macellaio di piazza del Carmine??? Chi le ha provate sa che si tratta di  una vera golosità. Ne potrei mangiare mille, una dietro l’altra.

La domanda era: come diavolo riesce a fare della “costolettine” così piccole, con quell’ossicino che spunta e la carne morbida, già impanate? Una questione di principio riuscire a farle, ma anche una questione economica e di conseguenza una questione di pazienza. Ho indagato, chiesto e la risposta è che si tratta di “ali di pollo disossate”.

Mi sono messa al lavoro e il risultato è più che soddisfacente, in casa è diventato il best of the best. Il problema è spellare e disossare,  “trabajo de chinos” direbbe mia suocera, ma si può fare…

Servono 12 alette di pollo, pangrattato, 1 uovo, polvere di curry,  olio di semi per friggere, sale e pepe, un pizzico di pazienza (determinante)

Ho preso un’aletta e ho tagliato dove ci sono le giunture ottenendo tre pezzi,  la parte finale dell’ala non serve.  Con quella di mezzo si ottengono proprio le mini costolette, con quella più grassoccia delle rosette con un osso che spunta.Per le rosette, ho innanzitutto levato la pelle. Inutile tirare, come si fa con le cosce,  meglio mettere un coltello piatto  e passarlo affilato tra pelle e polpa, piatto sul piano di lavoro. Poi si spinge la carne verso il basso, compattandola un po’, come si vede sopra nella foto.

Per le costolettine oltre a togliere la pelle, nello stesso modo, bisogna poi eliminare l’osso più grande, girandogli ben intorno con la punta del coltello, così rimane solo quell’ossicino piccolo che spunta. Anche se la carne si apre un po’, non importa, perchè poi impanando si ricompatta.  Mentre lo fate vrete un sacco di tempo per pensare, riflettere, programmare…

Panatura: prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato, profumato con la povere di curry. Si friggono in olio di semi bollente per 5 minuti, e si finiscono di cuocere in forno caldo a 180° per 10 minuti

(N.B 12 ali di pollo costano 3€)

Appunti di cucina: si possono impanare anche con il pane verde che trovate qui

 

 

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Ossobuco in gremolata’s day

Mi era sfuggito il dettaglio! Oggi è la giornata modiale delle Cucine Italiane e l’ossobuco alla milanese in gremolata è il testimonial. Visto che siamo tutti in ritardo, lo pubblico oggi e lo cucinate domani. Classico e straclassico. Piatto unico in abbinata al risotto giallo.

Appunti di cucina storici: Nel 2007 il comune di Milano gli ha attribuito la Denominazione Comunale. Pellegrino Artusi parla della ricetta nel 1891, e nel soffritto mette oltre alla cipolla anche sedano e carota. E da lì si sono un po’ tutti sbizzarriti, fino ad includere la pancetta, l’aglio, il rosmarino e la salvia nella gremolata. Un’esagerazione, persino l’acciuga tritata…. Guardo “Cuochi si diventa”  di Allan Bay e mi rilasso, la mia ricetta è perfettamente storica.

Parlo di una fetta di carne intorno all’osso e dentro l’osso c’è il boccone più goloso: il midollo! Fetta che proviene da un taglio della zampa anteriore o di quella posteriore che si chiama geretto, più volgarmente “stinco”. Per chiarirmi le idee ho chiamato Sergio Motta (googolate il suo nome e scoprirete che star della macelleria è) : il posteriore è più tenero, l’anteriore è più gelatinoso e perciò “deve cuocere quell’attimo in più” mi dice. E mi spiega anche il perchè. I bovini a differenza dei cavalli non trottano, ma camminano usando soprattutto le zampe anteriori e trascinando quelle posteriori, che così rimangono più tenere..

Ecco gli ingredienti: 1 ossobuco di vitello a testa, 1 scalogno, 1/2 lattina di polpa di pomodoro o 2 pelati, 2 mestoli di brodo, 250ml di vino bianco, farina per impanare 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, 50g di burro, 1 limone, 20g di prezzemolo tritato, sale e pepe.

Ecco la ricetta di casa per parte della nonna materna, dolce nonna, che mi parlava in milanese.  Infarino per bene gli ossibuchi, sopra, sotto e tutt’intorno, così il sugo sarà cremoso di suo.

In una casseruola ( per casseruola guardate nel glossario) riscaldo a fiamma bassa l’olio extravergine di oliva e il burro, quando questo è sciolto aggiungo lo scalogno tritato fine e lascio appassire  qualche minuto prima di aggiungere la carne. Mantengo sempre la fiamma bassa per non far bruciare la cipolla mente gli ossibuchi iniziano a dorare.

Verso il vino bianco lungo i bordi, alzo la fiamma (a questo punto nulla può bruciare) e faccio evaporare l’alcool prima di unire la polpa di pomodoro e un mestolino di brodo.  Il pomodoro se volete non mettetelo, non è obbligatorio…ma è un peccato! Faccio riscaldare, poi abbasso il fuoco, un pizzico di sale per il momento, copro con un coperchio e me ne dimentico per un’ora e mezza. Ogni tanto giro la carne, se proprio passo di lì, ma è talmente immersa nel liquido che non è un passaggio indispensabile e poi se la carne è tenera meglio non toccarli troppo, perchè tendono a rompersi e poi si litiga a tavola su come è mio e cosa e tuo.

Spengo, e arriviamo alla gremolata: un trito di prezzemolo e buccia di limone (limone non trattato e solo la parte gialla della buccia, perchè il bianco è amaro) che è il vero tocco di questa ricetta. Merito soprattutto del limone, che sgrassa al palato la salsa degli ossibuchi quasi alleggerendola. Nella mia gremolata manca l’aglio, a voi scegliere se aggiungerlo tritato finissimo o schiacciato. Sale e pepe.  Avvio il risotto e intanto i sapori si amalgamano. Ma del risotto (giallo!) parlerò un altro giorno….